Come aprire una pizzeria


Intendi aprire una
Pizzeria Tradizionale, al
Taglio o da Asporto?


La pizzeria tradizionale
La pizzeria tradizionale è il classico
"ristorante" dove ti vengono portate le
pizze al piatto da consumare direttamente
sul luogo, seduti ad un tavolino.


La pizzeria al taglio
La pizzeria al taglio è un locale che vende le
Solitamente la pizza si vende a peso.
pizze, intera o a tranci da consumare
passeggiando o magari seduti sui tavolini del
self service.


La pizzera d’asporto
La pizzeria da asporto è un locale dove le
pizze (e altre pietanze/bevande), vengono
consumate a domicilio.
A occuparsi della consegna a domicilio
sono i portapizze che si muovono con
ciclomotori.


Naturalmente, le tre
tipologie si possono
incrociare tra loro.


Dove posso aprire la
mia pizzeria?


La dimensione del locale, la sua
collazione, gli arredi interni ed esterni,
gli impianti e le attrezzature sono
fattori importantissimi per la buona
riuscita della tua attività.


In genere, per una pizzeria da asporto possono
essere sufficienti 40mq, mentre ne serviranno
un po’ di più per una pizzeria al taglio visto che
avrai bisogno di un bancone e/o qualche tavolo
per il consumo sul posto.
Ma se hai intenzione di aprire una pizzeria
tradizionale, il locale dovrà essere molto più
ampio, almeno 200-250 mq, se non di più.


Anche la collocazione è importante


Se intendi aprire una pizzeria al taglio, per
massimizzare il guadagno, dovrai posizionarla
in una zona a forte passaggio pedonale, ti
suggerisco vicino a scuole o università, e in
un quartiere con molti uffici oppure
all’interno di un centro commerciale o nei
pressi di stazioni ferroviarie o impianti
sportivi.


Mentre, se intenti aprire una pizzeria
tradizionale, i luoghi maggiormente
indicati saranno zone centrali dove si
lavora molto anche a pranzo, oppure
in zone residenziali o turistiche.


Quali attrezzature mi
servono per aprire una
pizzeria?


Le attrezzature base sono: un’impastatrice, un
frigorifero, un banco refrigerato, un forno a legna.
Attrezzature fondamentali perché dalla loro qualità
dipenderà la bontà della della tua pizza.
Il loro costò varia dal tipo di locale, ma per darti
qualche numero come riferimento, posso dirti che per
attrezzare una piccola pizzeria al taglio ti serviranno
circa 20 -25 mila euro.


Chi deve fare le pizze?


In questo caso hai due opzioni
1) Cerchi un bravo pizzaiolo
2) Frequenti qualche corso.
3) Frequenti qualche video corso e diventi tu un bravo pizzaiolo.



Come posso
promuovere la mia
pizzeria?


Come ben sai, specialmente nel settore
della ristorazione la miglior pubblicità
sarà sempre quella del passaparola tra i
clienti... ma almeno all’inizio è utile
investire un po’ di denaro in pubblicità.


Per prima cosa, ti consiglio di costruire il
brand della tua pizzeria, quindi contatta un
grafico bravo che dovrà realizzare il logo, i
biglietti da visita, personalizzare le fatture,
le brochure, i depliant, i volantini, i
manifesti e tutto ciò che viene denominata
“immagine coordinata”.


Altro passo importantissimo è la
promozione attraverso i media
tradizionali: la pubblicità sulle testate
locali, sulle radio e le TV della città o
attraverso i cartelloni pubblicitari ti
permetteranno di far conoscere la tua
attività nel territorio di tua competenza.


Da non sottovalutare assolutamente la pubblicità su
internet.
La creazione di un sito web, di pubblicità attraverso
google, la presenza sui social network quali facebook,
twitter, foursquare, youtube sono tutti ottimi strumenti
per far conoscere la tua attività e superare la
concorrenza, inoltre possono essere sfruttati per
proporre ai tuoi clienti speciali promozioni o sondaggi di
opinione, (in questo modo puoi scoprire i punti di forza
e debolezza della tua pizzerie e agire di conseguenza!)


Un "paio" di consigli
per avere successo con
la tua pizzeria:

 

  1. Arredamento giusto
  2. Cura nei particolari
  3. Pulizia dell’ambiente
  4. Personale cortese e professionale
  5. Cura nei clienti
  6. Cura nella scelta delle materie prime
  7. Creatività e tante buone idee in testa
  8. Pizza non buona, ma buonissima


Se intendi aprire una pizzeria tradizionale,
l'investimento iniziale tende a salire di
parecchio, inoltre dovrai usare un occhio di
riguardo anche per l'arredamento delle sale.
Un arredamento azzeccato favorisce
l'esperienza positiva e il ritorno del cliente.

Per lavorare in proprio devi
richiedere le seguenti autorizzazioni:

1)Domanda di attribuzione del
numero di codice fiscale e
dichiarazione di inizio attività
all’Agenzia delle Entrate.
2)Autorizzazione sanitaria, riferita
ai locali, rilasciata dalla
competente Azienda Sanitaria
Locale Autorizzazione comunale
(art. 20, legge n. 241/1990).
3)Licenza rilasciata dall’Ufficio
Tecnico di Finanza (U.T.F.), nel
caso di vendita, sotto qualsiasi
forma, di prodotti alcolici o
superalcolici.
4)Domanda di iscrizione nel
Registro delle Imprese con
denuncia di inizio attività al
Repertorio Economico
Amministrativo (REA).
5)Iscrizione all’assicurazione
obbligatoria contro gli infortuni
sul lavoro e le malattie
professionali presso l’Inail.
6)Iscrizione nella gestione dei
contributi e delle prestazioni
previdenziali presso l’Inps.


Requisiti per aprire una
attività di ristorazione:


Per quanto riguarda i tuoi requisiti personali,
ti sconsigliamo apertamente di avviare
un’attività di ristorazione se non ne hai
almeno due:
come dipendente);
• esperienza pluriennale nel settore (almeno
• riserva economica di almeno trentamila euro
(al netto di qualsiasi finanziamento esterno).

Se non hai entrambi i requisiti
rischi di peccare in ingenuità e
mettere una seria ipoteca sul
tuo futuro imprenditoriale.

I pubblici esercizi per la
somministrazione di alimenti e
bevande sono distinti in quattro
tipi:

TIPO A: esercizi di ristorazione, per la
somministrazione di pasti e di bevande,
(comprese quelle aventi un contenuto
alcoolico superiore al 21 per cento del
volume), e di latte (ristoranti, trattorie,
tavole calde, pizzerie, birrerie ed esercizi
similari).

TIPO B: esercizi per la somministrazione di
bevande, comprese quelle alcooliche di
qualsiasi gradazione, nonché di latte, di
dolciumi, compresi i generi di pasticceria e
gelateria, e di prodotti di gastronomia (bar,
caffè, gelaterie, pasticcerie ed esercizi similari)

TIPO C : esercizi di cui ai tipi A e B, in
cui la somministrazione di alimenti e di
bevande viene effettuata
congiuntamente ad attività di
trattenimento e svago, in sale da ballo,
sale da gioco, locali notturni,
stabilimenti balneari ed esercizi similari.

TIPO D : esercizi di cui al tipo B, nei quali è esclusa la
somministrazione di bevande alcooliche di qualsiasi
gradazione (caffetterie). Gli esercizi di cui sopra hanno
facoltà di vendere per asporto le bevande nonché, per
quanto riguarda gli esercizi di cui alla lettera a), i pasti
che somministrano e, per quanto riguarda gli esercizi di
cui al tipo B, i prodotti di gastronomia e i dolciumi,
compresi i generi di gelateria e di pasticceria.
Nei medesimi esercizi, il latte può essere venduto per
asporto a condizione che il titolare sia munito
dell’autorizzazione alla vendita prescritta dalla legge 3
maggio 1989, n. 169 , e vengano osservate le norme della
medesima.

Queste tipologie di esercizi,
così come strutturate dalla
legge n. 287/1991, sono oggi da
considerare superate.

Tutte  le  nuove  leggi  regionali  sulla
somministrazione di alimenti e bevande hanno,
infatti, unificato le diverse tipologie previste
dalla legge n. 287/1991 in un’unica tipologia così
definita: esercizi per la somministrazione di
alimenti e bevande, comprese quelle alcoliche di
qualsiasi gradazione (Cfr. normativa regionale).
Resta però l’obbligo di inquadramento definito
dalle lettere indicate e che andrà comunicato in
sede di apertura al registro imprese.

Il pizzaiolo è colui che svolge con
preparazione e professionalità
l’attività di creazione e
lavorazione della pizza.

La professione del
Pizzaiolo

Operare da
professionisti nel settore
della ristorazione.

Il Pizzaiolo deve conoscere tutte le
problematiche di lavoro, nonché
rispettare le norme igieniche per poter
aver accesso ai laboratori. Il nostro
corso per pizzaioli prepara ad acquisire
tutte le capacità richieste a chi deve
lavorare con una certa indipendenza e
completezza nel settore.

Per diventare un vero pizzaiolo, si
dovranno studiare oltre a tutti gli impasti,
anche tutti i tipi di cereali, le farine, il
lievito, l’acqua, il sale, i tipi di olio… Non
meno importanti sono le farciture, i tipi di
forno per le cotture, la corretta
alimentazione, l’igiene e il rapporto che si
deve creare con la clientela.

L’attività di pizzaiolo può essere svolta
come dipendente, oppure in maniera
autonoma, anche in una pizzeria d’asporto.
- Se svolge l’attività in maniera autonoma,
il pizzaiolo provvede anche alla gestione
dal punto di vista amministrativo, fiscale,
dell’immagine, dei rapporti con i fornitori
e con la clientela.
- Se gestisce un’attività d’asporto si
preoccupa anche della consegna a
domicilio.

Ambiente di lavoro, il luogo di lavoro è un
ambiente suddiviso normalmente in due
spazi: uno per il pizzaiolo, dotato di forno e
banco, nel quale avviene la preparazione e la
lavorazione della pizza, e uno per la clientela
(punto vendita).
- Se la pizzeria è d’asporto, è considerata un’
attività artigianale e necessita di
autorizzazione per la somministrazione del
prodotto all’interno del locale.



Formazione del Pizzaiolo

 


Il pizzaiolo deve conoscere tutti i tipi di farine
(light, integrale, rinforzata), l’acqua, il lievito, il
sale, ma soprattutto il loro dosaggio, al fine di
ottenere un impasto di qualità e che lieviti nel
modo giusto, coerentemente al tempo
atmosferico, umidità dell’aria e alla stagione.
Deve sapere come manipolare la pizza,
conoscere i prodotti utilizzati per il
condimento, i loro abbinamenti e le tecniche di
cottura a seconda dei vari tipi di forno.


E’ importante conoscere ed essere
aggiornati sulle attrezzature per pizza usate
(forno a gas, elettrico, a legna,rotanti ecc..),
essere in grado di poter provvedere alla
loro manutenzione ordinaria.
Un bravo pizzaiolo dipendente può
decidere di mettersi in proprio e aprire un
locale.


Prerequisiti per
diventare pizzaiolo

 

 

  • Per partecipare ai corsi regionali è necessario aver
    assolto l’obbligo scolastico.
  • Per gli iscritti stranieri, occorre saper
    leggere e comprendere la lingua Italiana.
  • Per poter svolgere con professionalità
    questo lavoro è necessario possedere sana
    e robusta costituzione.


Libretto sanitario
• Per ottenere i requisiti essenziali a poter
aprire la propria pizzeria è necessario
iscriversi ad un corso obbligatorio
riguardante l’igiene all’interno dei locali.
• Il libretto sanitario infatti è stato abolito.
• Il corso obbligatorio ha una durata che
varia dalle 100 alle 120 ore (dipende da
Regione a Regione).


Le cose da sapere per
l'attività d’asporto

 


Per aprire una pizzeria da asporto è necessaria
l'autorizzazione del Comune del luogo in cui è
situato l'esercizio. Il rilascio di tale autorizzazione
è subordinato all'accertamento dei requisiti
igienico-sanitari di legge, sia di impianto che
funzionali, da parte dell'ASL.
La domanda va presentata all'ASL, la quale entro
trenta giorni dal ricevimento della medesima
rilascia l'autorizzazione dopo la verifica del
rispetto delle disposizioni in materia.

L'imprenditore che esercita questa attività
deve iscriversi all'Albo delle Imprese
Artigiane presso la locale Camera di
Commercio.

L'iscrizione all'Albo può avvenire in forma
individuale o societaria, deve essere
presentata entro trenta giorni dalla data di
inizio attività e necessita della fotocopia
dell'autorizzazione igienico-sanitaria per
l'esercizio dell'attività.

Un laboratorio artigianale di pizzeria
da asporto deve essere composto
essenzialmente dai seguenti locali:
• a) locale di vendita;
• b) laboratorio;
• c) deposito materie prime;
• d) servizio igienico per il personale e
spogliatoio.
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  • I requisiti-tipo di ogni locale sono stabiliti dal Regolamento d'igiene comunale, ilquale fissa anche i requisiti impiantistici.
  • In linea generale, va sottolineato che aerazione e illuminazione naturale e
    artificiale dei locali devono essere conformi a quanto disposto dal Regolamento
    edilizio comunale, e che pareti e pavimenti devono sempre essere realizzati in
    materiale facilmente lavabile e disinfettabile.
  • Si ricorda, infine, che vi sono norme particolari relativamente ai contenitori
    degli alimenti destinati al consumo lontano da locale.
  • In materia, la normativa di riferimento è data dal decreto ministeriale 21 marzo
    1973 e successive modificazioni, concernente la disciplina igienica di imballaggi,
    recipienti, utensili destinati a venire in contatto con sostanze alimentari o con
    sostanze d'uso personale.
  • In particolare, la normativa italiana vieta categoricamente l'utilizzo di carta di
    recupero per fabbricare i contenitori da asporto per prodotti 'umidi' (quale ad
    es. la pizza) ed impone ai fabbricanti di utilizzare, almeno nello strato di carta
    che deve venire a contatto con l'alimento, esclusivamente pasta di carta vergine.



Business Plann

 


• Devi sapere che ogni nuova impresa nasce
da un'idea, da un'intuizione: la scoperta di
una nuova tecnologia, l'espansione della
domanda di un prodotto/servizio, la
modificazione dei gusti e delle propensioni
d'acquisto dei consumatori, il successo di
altre imprese, l'individuazione di un bisogno
e di una carenza del mercato.

Dopo l'intuizione, deve partire un processo organizzato
di verifica dell'idea.
Questo processo di analisi porta alla redazione di un
piano di fattibilita' o business plan per verificare se l'idea
imprenditoriale ha un mercato e se il prodotto/servizio
può essere acquistato dal consumatore e a che prezzo.

 



Da questo progetto di
impresa devono emergere:

 

 

  • le caratteristiche tecniche che dovra' avere il prodotto/servizio
  • le tecnologie e le attrezzature necessarie per la sua realizzazione
  • il tipo di mercato che si intende servire
  • l'immagine che si vuole dare all'impresa
  • le politiche promozionali che si intendono attivare
  • le politiche di prezzo
  • il capitale necessario per avviare e gestire l'impresa
  • i soci/collaboratori da coinvolgere
  • la forma giuridica più adeguata
  • gli adempimenti burocratici da compiere



Al termine di questo processo di analisi
e di ricerca, dovrai essere in grado di
partire con un ragionevole grado di
certezza sulla potenzialita' dell'idea e
sulla realizzabilita' del progetto.

 



Ma perche' e' necessario
dotarsi di un business plan?

 


• Perche' alla nuova impresa serve una traccia
che indichi la strada maestra da percorrere
sulla quale indirizzare la propria attività.
• E il business plan e' proprio il documento
nel quale vengono identificate le principali
azioni che saranno intraprese nei primi anni
di vita dell'impresa.


Ma quali sono gli obiettivi di un
business plan?



1- fornire informazioni fondamentali per l'avvio
dell'attivita', (quali e quante risorse economiche,
finanziarie ed umane sono necessarie , le
caratteristiche del prodotto e del mercato, etc...)
2 - consentire all'imprenditore una visione d'insieme
dei fattori che caratterizzano l'azienda, fornendo
una base sulla quale pianificare strategie ed azioni;
3 - illustrare la formula imprenditoriale (sistema di
prodotto, mercato, struttura organizzativa) e non
solo la descrizione del prodotto/servizio;


•4 - sottolineare l'originalita' dell'idea
imprenditoriale;

•5 - verificare l'interesse della potenziale
clientela;

• 6 - essere un utile indicatore di quali sono
gli obiettivi che si intendono raggiungere e

le modalita' per perseguirli; 

7 - verificare la coerenza tra le singole azioni
indicate, ed in particolare tra descrizione dell'attività
e conseguenti costi di investimento e di gestione;
8 - definire la forma giuridica in rapporto alle
caratteristiche dell'impresa descritte;
9 - consentire previsioni attendibili simulando le
varie ipotesi di sviluppo dell'attività dell'impresa;
10 - servire come "biglietto da visita" per
presentare l'impresa all'esterno (potenziali soci,
finanziatori, banche, clienti e fornitori).

 



La mission

 


In questa prima lezione parleremo della mission
(o meglio, dell'idea imprenditoriale) e della
formula imprenditoriale.
• Qual è l'idea (missione)?
• Come è nata l'idea e in
seguito a quali condizioni?
• Cosa pensi di vendere?
• A chi e in che modo?


La mission

Si tratta di una sezione introduttiva del business
plan in cui deve essere esplicitata:
la missione ( cioe' la funzione e il ruolo dell'impresa
nel mercato e la ragione della sua esistenza), la
formula imprenditoriale ossia la coerenza tra cio'
che si vende (prodotto/servizio) e il come si vende
e produce (struttura e modalita' organizzativa) e a
chi si vende (clienti), il percorso professionale e
personale degli aspiranti imprenditori in seguito al
quale hanno deciso di avviare un'attività di impresa.


La mission

E' un momento di riflessione in cui devono essere
esplicitate le motivazioni all'imprenditorialita'
perche' avviare una qualsiasi attivita' di impresa
comporta dei rischi e sicuramente la nascita di
problemi di varia natura (dai rapporti con i soci a
quelli con fornitori, clienti inadempienti ed
eventuali finanziatori).
E' importante quindi soffermarsi e ragionare sul
contesto in cui l'idea imprenditoriale e' stata
generata.


1.1 LA MISSIONE
• Definizione della missione aziendale

1.2 L'IDEA IMPRENDITORIALE

• a) Nascita dell'idea imprenditoriale
• b) Stato di avanzamento del progetto
• c) Motivazioni all'imprenditorialità
• d) Caratteri distintivi ed eventuali elementi
di innovazione

1.3 LA FORMULA
IMPRENDITORIALE

• Evidenziare in termini sintetici la formula
imprenditoriale sulla base di:
- sistema di prodotto/servizio offerto
- clienti
- struttura organizzativa
(risorse, organizzazione dell'attività, forma
di gestione, ecc.)


1.4 I PROMOTORI
• a) Caratteristiche professionali dei
promotori.
• b) Precedenti esperienze imprenditoriali


Qual è il mercato di riferimento?
Chi sono i concorrenti e clienti?
• Spesso capita che innamorati della propria
idea, non si veda o si sottovaluti il contesto
in cui si andrà ad operare: il mercato.
Errore frequente che a volte puo'
comportare seri problemi per l'impresa.


Per questo per avviare un'attività in proprio e'
fondamentale conoscere il mercato di
riferimento.
Ciò vuol dire fare analisi approfondite sui
concorrenti potenziali diretti (coloro che
producono il mio stesso bene o erogano il mio
stesso servizio) e indiretti (coloro che
producono un bene o erogano un servizio che
puo' facilmente sostituire il mio), e sui clienti
potenziali (i loro bisogni, le loro caratteristiche,
i loro processi di acquisto, etc...).

E' il mercato di riferimento che detta le
"regole del gioco": conoscerle e farle proprie e'
un vantaggio nei confronti della concorrenza.
Una giusta ricerca di mercato, una approfondita
analisi degli attori che agiscono all'interno di
esso offre una serie di informazioni, quali
prezzi da applicare, quali politiche promozionali
e distributive (dove, a chi, come affidare la
vendita e la distribuzione dei beni prodotti o
servizi erogati), che ben utilizzate possono
rendere l'idea vincente.


• Per capire il contesto in cui si andrà ad
operare, le sue regole di funzionamento e
come inserirsi con il proprio prodotto o
servizio e' fondamentale offrire le seguenti
informazioni.


2.1 IL PRODOTTO/
SERVIZIO
a) Descrizione tecnica del prodotto/servizio
(descrizione delle principali linee di attivita':
funzioni d'uso (vantaggi per il cliente),
caratteristiche tecniche, tecnologie produttive,
materie prime
b) Descrizione degli elementi innovativi del
prodotto/servizio rispetto al mercato attuale
c) Stato di avanzamento dello sviluppo del
prodotto (idea, progetto, prototipo...)

2.2 I CLIENTI

a) Identificazione delle principali tipologie di clienti: i clienti che
acquistano (finali e intermedi) e i clienti utilizzatori.
b) Descrizione delle loro caratteristiche: funzioni/scopi, esigenze e
vantaggi ricercati rispetto alla tipo di offerta dell'impresa,
localizzazione geografica, capacità di spesa o reddito, variabili
socioeconomiche, fattori che influenzano l'acquisto
c) Stima quantitativa del valore del mercato (numero dei clienti
potenziali, valore della spesa)
d) Estensione geografica del mercato che si intende servire
e) Prospettive di medio lungo periodo in funzione dei dati raccolti
f) Test e ricerche di mercato già effettuati


2.3 LA
CONCORRENZA
• a) Analisi della concorrenza operante e della

concorrenza potenziale; tipologie di principali

concorrenti e relative offerte di prodotti/
servizi concorrenziali rispetto all'offerta
dell'impresa.
• b) Eventuali concorrenti critici
• c) Barriere all'entrata
• d) Eventuali prodotti/servizi sostitutivi


2.4 COSTRUZIONE ED ANALISI
DELLA MATRICE PRODOTTI/
CLIENTI
• a) Individuazione delle linee di prodotto/
servizio e dei segmenti di clientela
• b) Analisi della Matrice sulla base di: fattori
critici di successo del mercato,
comportamento della domanda, logiche
distributive, sinergie produttive, sinergie di
mercato, principali concorrenti


Obiettivo della prossima sezione e' quello di
pianificare, nel dettaglio, come funziona e cosa
serve in termini di risorse interne e di
competenze per lo sviluppo dell'impresa.
Per fare cio' dovresti rispondere a questi punti:


3.1 LE RISORSE UMANE
• Indicare
sinteticamente le risorse
necessarie per lo svolgimento dell'attività e
le competenze tecniche e gestionali:

  • a) i soci e titolari (curricula e ruolo nel

progetto d'impresa)
•   b)numero e caratteristiche (età, sesso,
qualifiche, mansioni, etc...) dei dipendenti e
collaboratori.


3.2 LE RISORSE "TECNICHE"
MATERIALI E IMMATERIALI
• Le competenze tecnologiche, know-how,
brevetti e licenze, logistica, finanziarie
(capitale di rischio e indebitamento), livello
attuale di introduzione delle tecnologie
sopra descritte.


3.3 ORGANIZZAZIONE DELLE
VARIE AREE E RELATIVE
CRITICITA'

a) Produzione (descrizione del processo di produzione, make or buy,
impianti e attrezzature, principali aspetti critici) e/o di erogazione del
servizio (dall'individuazione del bisogno alla realizzazione del servizio -
capacita' di personalizzazione del servizio)
b) Acquisti (principali acquisti dall'esterno, principali fornitori e relative
logiche di comportamento, aspetti finanziari collegati agli acquisti,
criticità)
c) Vendite (dirette o tramite intermediari, la forza vendita dell'impresa -
interna e/o esterna- , eventuale sistema di provvigioni,...)
d) Contabilita', aspetti fiscali, controllo economico-gestionale
(esternalizzazione e/o internalizzazione, strumenti e modalità di
controllo)
e) Coordinamento imprenditoriale (le eventuali funzioni previste)

3.4 RUOLI E
RESPONSABILITA'
• creare un organigramma

Come promuoverti ?

Come ben sai, la pubblicita' e' l'anima del commercio!!!
Per un'attivita' che nasce e' assolutamente indispensabile farsi
conoscere nel modo giusto.
Attivita' promozionali sbagliate o rivolte indistintamente a tutti
è il solo modo per sprecare tempo e denaro.
Alla luce della definizione del tipo di mercato in cui si intende
operare diventa conseguentemente più semplice avviare una
giusta politica promozionale.
Il tuo obiettivo e' quello di individuare gli strumenti possibili
per farti conoscere e identificare i giusti canali di promozione,
quelli più efficaci al raggiungimento del tuo fine.


Quindi, in questa parte del tuo
business plan dovrai definire:
• a) La politica di prezzo prevista per ciascun
prodotto/servizio
• b) Le politiche promozionali previste
• c) Le politiche distributive previste
• d) La pubblicita' e la comunicazione
• e) Altre ed eventuali forme di promozione


Nella quinta ti parlero' di un aspetto
molto impor tante per il tuo
business: "gli investimenti".

Scommetto che gia' hai fatto una lista di tutti gli impianti, macchinari,
materie prima, semilavorati, arredamenti ecc... che ti servono per iniziare la
tua nuova attivita'!!
Ma sai esattamente quello che ti serve veramente?
E sai quanto ti costa?
Infatti in questo capitolo del business plan devono essere indicati i costi che
dovrai sostenere (o si sono sostenuti) per gli investimenti in macchinari,
attrezzature, eventuali ristrutturazioni ecc...

In parole povere ti serve una nota spese per pianificare di quali e quante
risorse materiali ed economiche occorrono per avviare l'attivita' dei tuoi
sogni.

Il tuo compito in questo capitolo e'
quello di:
• a) descrivere gli investimenti (effettuati e
previsti) e relativi ammortamenti
rispetto alla concorrenza
• b) verificare le tue capacita' produttiva


In questa sesta lezione ti faro' un
accenno al bilancio di previsione.
• Quanto ti costa e quanto ti rende l'attivita'
• In quanto tempo e' possibile rientrare nel
capitale investito?
• L'idea
e' economicamente valida e quindi
fattibile?

Per rispondere a queste domande e'
necessaria un'analisi preventiva di
costi/benefici, per capire:

a che prezzi vendere i prodotti e/o i servizi per
poter raggiungere un buon livello di reddito,
da quando i futuri imprenditori possono
incominciare a percepire un compenso per il
lavoro svolto,
quali sono le voci di entrata e uscita di cassa,
gli ammontari di cui chiedere eventuali
finanziamenti.

La parte precedente del business plan e' servita a fornire
tutte le informazioni inerenti la professionalita'
necessaria per lo sviluppo dell'idea, il mercato, le persone
coinvolte, i mezzi e le attrezzature necessarie, etc...
Ma ora e' giunto il momento di calcolare e stilare, sulla
base di queste informazioni, un bilancio previsionale.

La finalita' di questa parte del business plan e'
quella di verificare la redditività del progetto
imprenditoriale, e per capire cio' e' necessario
fornire i seguenti valori/dati

a) Budget delle spese di costituzione e di avvio
b) Valorizzazione del costo del lavoro dei soci che prestano
attività propria nell'impresa
c) Budget dei costi fissi
d) Calcolo del costo variabile e totale per unità di prodotto
e) Punto di pareggio
f) Budget delle vendite
g) Preventivo del Conto Economico
h) Preventivo delle entrate e delle uscite. Fabbisogno finanziario
di breve, medio e lungo periodo e relative fonti di copertura

Devi sapere che ogni buon business
plan che si rispetti deve essere
corredato di alcuni documenti utili per
completare il quadro della situazione.

Tali documenti sono:

a) Curriculum dei soci
b) Riferimenti/estratti documentari
c) Ricerca di mercato comprensiva dell'indicazione del metodo di ricerca, dei
questionari somministrati e di quant'altro utilizzato per l'indagine.Va ricordato
che, rispetto alla ricerca di mercato, vanno estrapolati ed inseriti nel piano solo
gli elementi quantitativi che giustificano le scelte strategiche, questa modalita'
non appesantisce la lettura del piano d'impresa e consente, al lettore più
esigente, di trovare conforto dai dati illustrativi consultando la ricerca completa
in allegato.
d) Offerte di fornitori per impianti e macchinari
e) Eventuali contratti di affitto o planimetrie e computo metrico opere murarie
f) Eventuali lettere d'intenti con eventuali clienti (se stipulate)
g) Accordi strategici, reti tra imprese, persone, strutture, ...


CONSIDERAZIONI
FINALI
Alla luce dei dati raccolti, l'idea "sta in piedi"? E' il momento in
cui il futuro imprenditore deve "tirare le somme" e valutare la
propria idea di impresa. Devono essere individuati i punti di
forza e di debolezza dell'impresa e valutate quindi le
probabilita' di successo o di insuccesso.
Vanno esplicitati eventuali elementi di incoerenza nella formula
imprenditoriale per evitare di aggiungere rischi inutili all'attività
che deve nascere. E' l'unica parte del business plan che non
deve essere data ai terzi perche' serve all'imprenditore per
capire se sono state rispettate tutte le regole del mercato e
soprattutto vale la pena iniziare l'avventura!

Produzione di beni e servizi alle
imprese (Ex Legge 44/86)
autoimprenditorialità
• La misura prevista dal Decreto Legislativo
n.185/2000 al Titolo I Capo I (gestita da
Invitalia Spa) è rivolta in favore della nuova
imprenditorialita' nel settore della
produzione di beni e dei servizi alle
imprese, destinando agevolazioni sia per la
costituzione di nuove aziende che per
l'ampliamento di aziende già esistenti.

Beneficiari

Le agevolazioni si rivolgono a nuove aziende (società e cooperative di
produzione e di lavoro) composte in maggioranza sia numerica che di capitali da
giovani di età tra i 18 e i 35 anni, residenti nei territori* di applicazione della
legge alla data del 1° gennaio 2000 oppure nei 6 mesi precedenti alla data di
ricevimento della domanda.
Sono escluse le ditte individuali, le società di fatto ed le società aventi un unico
socio.
aziende già esistenti che rispondano ai seguenti requisiti:
essere economicamente e finanziariamente sane;
aver avviato la loro attività almeno 3 anni prima della data di ricevimento della
domanda
essere in possesso dei requisiti di età e residenza dei soci e di localizzazione della
sede legale, operativa e amministrativa della società alla data di ricevimento della
domanda e nei 2 anni precedenti (così come previsto per le nuove aziende).

Anche la sede legale, amministrativa e operativa
della società deve essere localizzata in uno dei
territori agevolati.
I soci (persone fisiche) non possono avere la
titolarità di quote e/o azioni in società o ditte
individuali già beneficiate. Gli statuti delle società
devono contenere una clausola impeditiva di atti
di trasferimento di quote o di azioni societarie,
tali da far venire meno i requisiti soggettivi
dell'eta' e della residenza per un periodo di
almeno dieci anni dalla data della deliberazione di
ammissione alle agevolazioni (derogabile per
giustificati motivi).


Agevolazioni

Possono essere finanziati i progetti d'impresa che prevedono investimenti fino a 2.582.000
euro così suddivisi:
Finanziamenti per l'investimento
Consistono in contributi a fondo perduto e mutui a tasso agevolato concessi entro i limiti stabiliti dall'Unione Europea. Modulando opportunamente l'ammontare del contributo a fondo perduto e del mutuo agevolato, la copertura finanziaria iniziale può arrivare:
nel Sud all'80-90% dell'investimento
el Centro Nord fino al 60-70% dell'investimento.
Il mutuo agevolato è concesso ad un tasso calcolato in relazione al tasso di riferimento
vigente alla data della deliberazione di ammissione alle agevolazioni. Il mutuo ha una durata non superiore a dieci anni ed e' posto in ammortamento secondo il piano previsto dal contratto. Per il periodo di realizzazione dell'investimento, da prevedere, a partire dalla data della deliberazione di ammissione alle agevolazioni, in dodici mesi, elevabili a ventiquattro e
a trentasei mesi nei casi, rispettivamente, di particolare ed eccezionale complessità del progetto, sono dovuti gli interessi sulle somme effettivamente erogate nella misura del tasso agevolato.

Finanziamenti per la gestione
Consistono in contributi a fondo perduto nel rispetto
della soglia de minimis, a copertura delle spese di
funzionamento connesse con la fase di avvio
dell’iniziativa agevolata. Per i progetti nel settore della
produzione agricola non sono previste agevolazioni per
le spese di gestione.
Finanziamenti per la formazione e/o l'assistenza tecnica
Consistono in contributi a fondo perduto nel rispetto
della soglia de minimis a copertura delle spese relative
alla formazione, specifica e generale, nei settori diversi
dal settore agricolo, ed all'assistenza tecnica, per il
settore agricolo, al fine di favorire la crescita
imprenditoriale dei giovani nelle neo imprese.


Spese ammissibili

Le spese di investimento ammissibili ai fini del calcolo dell’ammontare delle
agevolazioni sono:
Investimenti
a) studio di fattibilita', comprensivo dell'analisi di mercato (max 2%
dell’investimento totale fino a € 550.000, 1,5% da € 550.000 a € 1.300.000 e 1%
da € 1.300.000 a € 2.582.000);
b) terreno, opere agronomiche e di miglioramento fondiario, animali e piante,
brevetti e licenze (esclusivamente per le attività di produzione di beni nel
settore dell’agricoltura);
c) opere edilizie da acquistare o da eseguire, compresi gli oneri dovuti per
l'eventuale concessione edilizia e le spese necessarie per la progettazione
esecutiva (max 40% dell’investimento totale) (per le attività di fornitura di
servizi non sono ammesse le spese per la costruzione e l’acquisto di immobili);
d) allacciamenti, impianti, macchinari ed attrezzature;
e) altri beni materiali ed immateriali ad utilità pluriennale direttamente collegati
al ciclo produttivo.

• Spese di gestione
a) acquisto di materie prime, di semilavorati
e di prodotti finiti;
b) prestazioni di servizi;
c) oneri finanziari esclusi gli interessi relativi
al mutuo agevolato

Vincoli

L’attività d’impresa prevista nel progetto agevolato deve essere svolta per un
periodo minimo di 5 anni a decorrere dalla data di inizio effettivo dell’attività
d’impresa. Per un analogo periodo di tempo deve essere mantenuta la
localizzazione dell’iniziativa (sede legale, amministrativa e operativa) nei territori
agevolati.
Le domande, protocollate secondo l'ordine cronologico di ricevimento, vengono
sottoposte ad un esame diretto ad accertare la sussistenza dei requisiti soggettivi
dei richiedenti, la sussistenza dei requisiti oggettivi inerenti i progetti e la validità
tecnica, economica e finanziaria dell'iniziativa proposta, con specifico riferimento
all'attendibilità professionale dei soggetti proponenti, all'affidabilità del piano
finanziario, alla redditività e al livello tecnologico del progetto, nonché alla
potenzialità del mercato di riferimento. All'esito del procedimento istruttorio
Sviluppo Italia delibera l'ammissione alle agevolazioni o il rigetto della domanda,
dandone comunicazione agli interessati ed alla Regione competente. La
deliberazione di ammissione alle agevolazioni individua il beneficiario, le
caratteristiche del progetto finanziato e la misura incentivante riconosciuta, indica
l'eventuale natura de minimis dell'agevolazione, stabilisce le spese ammesse ed i tempi per l'attuazione dell'iniziativa, fissa i benefici concessi e le caratteristiche del piano di ammortamento del mutuo agevolato.

Per l'attuazione della deliberazione di ammissione alle
agevolazioni Sviluppo Italia stipula con il beneficiario un
apposito contratto, con il quale sono disciplinati i relativi
rapporti giuridici e finanziari. Il beneficiario può
chiedere, successivamente alla stipula del contratto di cui
sopra, l'erogazione delle somme concesse per la
realizzazione degli investimenti sulla base di stati di
avanzamento dei lavori (per non più di cinque stati di
avanzamento), previa presentazione di idonea
documentazione giustificativa di spesa.
Le erogazioni relative all'ultimo stato di avanzamento
vengono effettuate subordinatamente all'esito positivo
della verifica finale relativa alle spese sostenute e
documentate per la realizzazione dell'iniziativa agevolata.

 

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